Wednesday, October 19, 2005

Campionato Italiano Match Race 2005

venerdi: prova barche. noi abbiamo il turno di mattina, ma rimango fuori anche nel pomeriggio a fare la prua a simoncelli che il suo prodiere non era ancora arrivato. moooooooolto istruttivo. ho imparato a come non farmi saltare fuori l'ernia per attaccare il tangone. e ho imparato che anche i mostri sacri sono umani e hanno un sacco di indecisioni su come regolare le vele e come portare la barca. sono stati carinissimi e si sono offerti per un allenamento insieme a ravenna.
venerdi sera: briefing. mi siedo casualmente dietro a cian e provo a fargli piedino da dietro, ma i suoi piedini non arrivano a toccare terra quindi non riesco. vorrei soffiargli sensualmente sulla nuca ma mi manca il fiato. improvvisamente il chief umpire si rivolge a lui e lui si volta di scatto dicendo "chi lei?". questo è stato tutto quello che ci siamo detti nel fine settimana
a cena ero seduta con ganga e i ragazzi di +39. all'inizio ero un po' tesa. ganga ha versato il vino non accorgendosi che era aromattizato alle mosche, l'ha bevuto e ha sputato un moscone addosso a paletta, il suo prodiere. da quel momento mi sono rilassata e mi sono divertita un sacco. a fine cena mi chiedono di uscire con loro a bere qualcosa. si si che bello. mi volto e vedo la mia armatrice che con aria truce mi riporta all'ordine e mi porta a casa a nanna presto.
sabato: siamo nel girone A con cian, bruni f., bruni g., segnini e favini. primo volo contro favini in condizioni di vento pietose. siamo in cippa cippissima e non riusciamo nemmeno ad entrare. ci becchiamo subito una penalita'. lui prte davanti e noi rimaniamo dietro. alla seconda boa di bolina riusciamo a riprenderlo per poi finire in un buco d'aria pietoso. non riusciamo nemmeno a finire la regata. siamo rivettate sull'acqua e rimaniamo li'. arrivano i gommoni e ci portano fuori dal golfo dove c'e' un pochino d'aria. regatiamo contro segnini. alla seconda poppa siamo dietro di diverse lunghezze, ma riusciamo a recuperare fino ad arrivare all'ingaggio. gira il vento e lui parte giusto quell'istante prima di noi. vince lui e io mi sto ancora mordendo i gomiti dal nervoso . poi andiamo contro ganga. altra bella regata combattuta. vinciamo sull'ultima strambata. sono felicissima. poi andiamo contro cian. in partenza lori si comporta bene. temevo che cian ci avrebbe prima affondate e poi mangiate vive. invece ci comportiamo bene, ma lui è un drago e porta la barca in modo impressionante e ci da' una vita e mezza. alla fine della regata viene comunque da noi a farci i complimenti. poi tocca a checco bruni e ai luna rossa boys. partiamo dietro e rimaniamo dietro. torniamo a terra e tocca al girone B: simoncelli, zeni (campione U20), savelli (campione U25), ines montefusco, nico celon, vescia. riescono a concludere solo 2 voli per assenza di vento.
passiamo la serata al buffet della canottieri sempre in compagnia dei ragazzi di +39 e io gioco a fare la valeria marini della situazione.
domenica pochissimissimo vento. si regata fra le polemiche. il mio idolo mi crolla un po' dal piedistallo quando decide di abbandonare le regate per andarsene. mi sorge il dubbio che non sappia perdere. io invece combatto orgogliosamente per lo spareggio per il 9-10 posto. combattiamo tra i refolini vinciamo con una bellissima rimonta. ci prendiamo gli applausi e la cioccolata degli spettatori.
sul podio salgono i ragazzi di luna rossa con checco bruni al timone, poi nico celon e favini.
voglio fare la velista da grande

Monday, October 3, 2005

Ladies Match Cup 2005

la piu' bella esperienza di vela mai fatta in vita mia.
non ho parole, ma un po' di soldini in piu' visto che c'erano ricchi premi e cotillons.
voto 10 allo yacht club di Langenargen, impeccabile. tutto perfettamente organizzato e gestito. non ci hanno fatto mancare nulla: cibo, ospitalita', gommoni, assistenza tecnica sulle barche, cerimonia di chiusura con tanto di conferenza stampa, podio e inni nazionali
voto 9 all'equipaggio svedese: non solo sono belle e simpatiche, ma hanno vinto e dopo ogni volo scendevano a terra ad allattare i bambini.
voto 8 all'equipaggio polacco che ha offerto a tutte le avversarie cicchettini di vodka la sera prima delle semifinali
voto 7 al mio equipaggio che temeva di non vincere nemmeno un match e alla fine avremmo voluto arrivare 3 ma siamo arrivate 4
voto 6 alla nostra capacita' polmonare, che ci ha permesso di resistere 5 ore in macchina in compagnia dei calzini usati in regata
voto 5 all'umpire che dava le penalita' a chi arrivava mure a dritta solo se arrivava all'affondamento della barca avversaria
voto 4 al nostro abbigliamento, erano tutte tirate a lucido, e noi sembravamo scappate da casa da almeno 3 settimane
voto 3 al tunnel chiuso del san gottardo
voto 2 alla nebbia fitta
voto 1 alla pioggia
voto 0 alla neve

Saturday, September 10, 2005

Centomiglia 2005

Finisce il Gorla, e con il Gorla finisce anche la mia voglia di fare regate lunghe. Viva i bastoni, viva i match race! Che gusto c’e’ a piazzare le chiappe su uno strozzascotte, tenercele fino a che lo strozzatore diventa parte integrante della mia cellulite, per poi fare 8 ore di bolina che quando arrivi a Torbole il peler cala e arriva l’ora? Ditemi che divertimento c’e’ per un prodiere? Col cavolo che faccio la centomiglia. Basta. Non mi interessa. L’anno scorso avevamo detto “regata di merda! Basta, non la facciamo più!”. E siamo andati avanti a dirlo per tutto l’anno. I miei armatori sono stati coerenti, io invece stupida banderuola ho finito con l’imbarcarmi come volantista sul dolphin con Lorenza.Solita sveglia all’albra che stavolta e’ talmente alba che ci sono ancora le stelle e del sole non c’e’ nemmeno l’ombra. Ma il sole non ha ombra. Mai. O si? Boh non importa. Fatto sta che alle 4.30 io e il popolo dei discotecari ci ritroviamo sulla A4. Io vado al lago. Loro tornano dal Plastic.Alle 6.30 sono a Bogliaco a prendermi un caffe’ e a guardare il mio lago splendido, tragicamente piatto. Non c’e’ peler. Regata di merda, perche’ sono venuta? Senza peler non finiremo mai.Al porticciolo ad armare la barca con Lorenza e il resto dell’equipaggio che solo a guardarli in faccia mi sono simpatici. E intanto la gru mette in acqua Principessa e Clandesteam. I classe libera sono splendidi. Li guardo sempre a bocca aperta, meravigliata dalla loro bellezza. Il via è alle 8.30, ora ufficiale del televideo rai. Di vento non se ne parla. Traditore di un peler, questo non dovevi farlo. Tradirci in questo modo quando piu’ abbiamo bisogno di te….Al passaggio del motoscafo-cancello partiamo. Non benissimo.Dopo 5 minuti di una regata che durera’ 21 ore Pippo ha gia’ fame. Ha fatto una cambusa che basterebbe per una traversata atlantica. Si domanda se mangiare una brioche al cioccolato, delle caramelle, delle patatine o altro. Sceglie una brioche. E dopo mezz’ora un panino.Non siamo messi male. L’aria e’ veramente poca, i primi non si sono allontanati troppo. Siamo tra i 5. Sulla sponda veronese si vede un libera. Ma come ha fatto ad arrivare la’? da dove e’ passato? Vediamo… principessa e clandesteam sono qui nella semicippa insieme a noi, chi e’ sulla veronese allora? Piu’ tardi scopriremo che e’ quel mito del Grifo che zitto zitto vecchio vecchio sta a vedere che li frega tutti!Arriviamo a Campione del Garda attorno a mezzogiorno. Settimana scorsa ci avevamo messo 2 ore in meno ad arrivare qui. Se il Gorla 2003 passera’ alla storia per le raffiche a 66 nodi, la cento 2005 verra’ ricordata per le raffiche a 0,6 nodi.Attraversiamo il lago e andiamo sulla veronese. Siamo quasi alla boa di Torbole e il vento gira. Diamo spi e passiamo la boa quinti tra i dolphin.Ci dirigiamo verso la boa di Assenza e i ragazzi impongono a Lorenza di stare sottocosta. Prendono il binocolo e guardano le tedesche in topless in spiaggia.Siamo ancora abbastanza freschi e la regata prosegue allegramente fino alla boa di Gargnano. E a Gargnano inizia la tragedia. Dire zero vento e’ una esagerazione. Quasi quasi ci muoviamo in retro. Tutto il vantaggio guadagnato sugli altri si azzera tra la boa di Gargnano e quella di Bogliaco. Siamo li’, in 300 deficienti, a ciondolare sull’acqua. Pippo vuole allertare la protezione civile per farci portare delle pizze. Nessuno ascolta il nostro appello. E rimaniamo per 2 ore incastrati tra quelle 2 maledette boe. Regata di merda, giuro che non la faccio piu’. Le proviamo tutte. Tira su spi, tira giu’ spi, ritiralo su, ritiralo giu’. Non so come e non so perche’ ma alla fine ci riusciamo a togliere da quella palude. E via a tutta velocita’ (3 nodi a dir tanto) verso la boa di Torri. Arriviamo a Torri che inizia a fare buio. Incrociamo Principessa che risale da Desenzano per andare all’arrivo. Se Principessa e’ ancora qui significa che la regata terminera’ domani mattina. Accendiamo le luci e navighiamo sotto spi in un canale di vento che ci porta verso la boa di Desenzano. A un paio di miglia da Desenzano cala tutto. La barca e’ rivettata sull’acqua. Non ci si muove nemmeno a piangere. Ricordo l’invocazione del mio armatore lo scorso anno:”ciurma, spegnete le luci e armate gli scalmi!”. Non sarebbe una brutta idea, ma San Felice del Benaco ascolta le nostre invocazioni e ci porta non so come in boa. Siamo soli solissimi. Non so cosa significhi. Siamo primi o siamo ultimi? Non si vede nessuno attorno a noi. Solo un asso. Nessun’altra barca. E’ difficile senza alcun riferimento. Siamo soli al buio. Siamo stanchi morti e iniziamo a non capire piu’ niente. Vabbe’ che io non capivo niente neppure prima. Lorenza e’ distrutta ed e’ sull’orlo dello svenimento. Sono le 3 di mattina ed e’ stata al timone per 19 ore di fila. Cede il timone a Pippo e va a riposare. Navighiamo veramente alla cieca.Alle 5.15 tagliamo il traguardo ottavi. Non so dire cosa e come sia successo, ma ci hanno detto che eravamo terzi a Desenzano. Abbiamo sbagliato a stare in mezzo al lago e non andare sottocosta, ma non avendo alcun riferimento non sapevamo proprio dove sbattere la prua.Ma chi se ne frega, ho solo sonno!Vado a dormire col pensiero che questa adorabile regata di merda mi freghera’ anche l’anno prossimo!

Sunday, August 28, 2005

Match Race San Benedetto del Tronto

Torno dalle vacanze (rigorosamente terricole, che se vado in barca a vela pure ad agosto mi spuntano le branchie), il tempo di fare la lavatrice e riprendermi dal jet lag e mi ritrovo su un treno diretto a San Benedetto del Tronto.Venerdi’ mattina proviamo le barche. Tom 28, nessuno di noi le conosce. Io studio la mia prua. Essenziale direi. Talmente essenziale che non c’e’ nemmeno il caricabasso. Bene, una cosa in meno da incasinare. Pero’ se monta tanto vento sono nei guai. Bho’ ci penseremo…Armiamo e usciamo. C’e’ un venticello piacevole e il sole e’ caldo. Volano via le magliette e rimaniamo in costume. Proviamo un po’ di virate e andiamo a provare con l’altro tom 28 che e’ in acqua. A bordo ci sono i piu’ forti, i giapponesi. Se uno si chiama Takumi Nakamura, e’ 39mo in ranking e si fa quei 9.855 km di sola andata per fare un match race, beh questo significa che non ha intenzione di perdere.Proviamo la bolina e qualche virata. Poggiamo e su di tangone. Dove caspita hanno messo l’anello del tangone? All’altezza delle crocette? Meno male che sono alta va’…mi metto in punta di piedi e sentendomi piu’ Carla Fracci che Ellen MacArthur armo il tangone. Sento Lorenza che chiama “pronte alla stramba?”, si come no prontissima.Mi metto in I posizione con il braccio destro nella posizione preparatoria, il sinistro poggiato sulla sbarra e la testa girata a destra. Tempo musicale 4/4, 4 battute.Sul poggiare, apro leggermente il braccio di lato ed eseguo il port de bras de preparation in 2/4. 1a battuta: eseguo 2 demi-plies in 2/4 ciascuno con il braccio in II posizione. 2a battuta: 1 grand plie’. 3a battuta e 4a battuta: eseguo il III port de bras sulle mezze punte e via di releve’!Ecco fatto, strambato!L’organizzatore Nicholas, che noi preferiamo chiamare Jhonatas, ci viene incontro in gommone per avvisarci che abbiamo ancora poco tempo e poi la barca passera’ a un altro equipaggio. Ok ora la faccenda si fa seria, abbiamo poco tempo: sara’ meglio fare il bagno al largo! Valentina e Donatella si buttano in acqua e si lasciano trainare dalla barca. E qui ho imparato una importante lezione di vita e di mare: se si fa la traina e’ consigliabile indossare un costume ascellare come quello di mia nonna, piuttosto che un bikini brasiliano come quello di Doni…Cediamo la barca all’equipaggio tedesco e passiamo il resto del pomeriggio in spiaggia.Sabato mattina briefing. Gli 8 equipaggi verranno divisi in 2 gruppi da 4, ogni gruppo fara’ un round robin e poi i primi 2 classificati di ogni girone si scontreranno a vicenda in un altro round robin.Nel primo volo siamo contro dei ragazzi del posto. Ci becchiamo una penalita’ nel prepartenza. Ci vengono addosso ma i giudici non si accorgono, quindi le penalita’ non si annullano a vicenda. Manovriamo bene e facciamo correre la barca. Facciamo il 360 e tagliamo l’arrivo davanti.Nakamura non e’ cattivissimo in partenza. Si muovono veramente bene. Le loro manovre sono composte, ordinate ed efficaci. Lorenza riesce a dargli una penalita’ (gli ha fatto infrangere la stessa regola che avevamo infranto noi nel volo precedente). Purtroppo fanno piu’ velocita’ di noi e riescono a fare il 360 e a starci davanti. Tagliano l’arrivo a mezza lunghezza davanti a noi. Pero’ ci siamo comportate bene e siamo soddisfatte.Avanti il prossimo, siamo cariche, siamo cariche! Onofri. Il prepartenza e’ spettacolare. Arriviamo in anticipo di 7 secondi sulla linea di partenza, Lorenza gira attorno alla barca giuria e per partire si infila tra la barca e Onofri. Stringo le chiappe…un po’ per passare li’ in mezzo, un po’ perche’ temo di farmela addosso…Nell’ultima poppa siamo davanti e vediamo che i nostri avversari hanno problemi con lo spi: subito dopo la issata lo ammainano e procedono a vele bianche. Pensiamo a qualche rottura. Finiamo la regata e saltiamo sul gommone per farci portare a terra con il nostro bel 2-1. Dal gommone vediamo che la barca di Onofri e’ piena di sangue. Il tailer si e’ preso una tangonata in piena faccia. Probabilmente continuava a cazzare il braccio e il prodiere si e’ innervosito. Johnatas chiede al ragazzo se vuole continuare i voli o se vuole andare a terra. Hei Johnatas, ma non vedi che ha la faccia spaccata? Chiama l’ambulanza va’, che e’ meglio.Ho deciso che mi faccio la polizza infortuni, cosi’ per scaramanzia…Del nostro girone passiamo noi e Nakamura, dell’altro girone passano La Cerra e Fratz.Domenica incontriamo il tedesco. Finiamo in un buco di vento e ci danno un lago.Contro il giapponese perdiamo senza alcuna scusante: vanno piu’ veloci loro.Contro La Cerra il disastro. In prepartenza li centriamo a meta’ barca e ci prendiamo una penalita’. Subito dopo ci centrano loro e i giudici non vedono, quindi non vengono penalizzati. Ancora! Come ieri! Nervi tesissimi. Corde di violino. Come se non bastasse arriviamo in boa e nell’issata lo spi tocca la boa. Dobbiamo fare subito il 360. Giu’ lo spi. La penna deve essere sotto il boma prima di iniziare il 360. Lorenza aspetta che lo spi scenda e fa il 360. Isso lo spi a tutta velocita’ e sento dal pozzetto le ragazze che mi dicono di lasciare perdere che andiamo a casa. Come andiamo a casa? Cosa e’ successo? Si avvicina il gommone degli umpires e ci dice che la penna non era sotto il boma. Inizia uno scambio di idee sulla miopia e altre amenita’. A bocce ferme La Cerra ammettera’ di averci toccato nel prepartenza. I giudici si scusano per la svista.Restiamo in acqua a vedere gli altri voli. I giapponesi sono davvero imprendibili. I tedeschi arrivano secondi con un recupero incredibile su La Cerra. Perdono la drizza spi, cercano di recuperarla mandando un uomo sull’albero, issano lo spi con la drizza genoa. Complimenti per la determinazione e la tenacia.E’ tardi, devo scappare in stazione.Omedetoo gozaimasu ai giapponesi.Come premio di consolazione ricevo un bacetto sulla guancia dal tailer italiano di Fratz. Non mi sono piu’ lavata la faccia da allora.Prendiamo il treno dei pendolari Tirana-Milano.Il viaggio e’ lungo, la testa ciondola, gli occhi si chiudono e il pensiero vola. Il treno si inclina in una curva. Spalanco gli occhi e mi preparo alla virata perche’ temo che mi arrivi il boma in testa. Mi guardo intorno e mi accorgo di essere scesa dalla barca. Niente mare attorno a me. Purtroppo.

Tuesday, July 26, 2005

Trofeo Zanoletti 22-24 luglio

Gravedona, ridente localita’ a meta’ strada fra Milano e Zurigo, e’ stata luogo di una delle piu’ belle esperienze veliche che io abbia mai vissuto.Trofeo Zanoletti, match race di grado 3 che se questo era un grado 3 non oso immaginare cosa possa essere un grado 2.10 equipaggi invitati e solo 2 equipaggi italiani. Pensate che sono venuti dalla Nuova Zelanda, dal Brasile, dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Slovenia, dalla Francia, dalla Polonia. E io da Bellusco.23 voli. Poi semifinali e finali. Purtroppo per le condizioni del vento e per problemi organizzativi non siamo riusciti a disputare tutte le regate necessarie per arrivare a faresemifinali e finali… non che la cosa mi avrebbe riguardata direttamente, pero’ sarebbe stato piu’ bello e giusto arrivare a una classifica finale basata sui punti e non sulla percentuale di vittorie.

Abbiamo vinto contro chi dovevamo vincere e abbiamo perso anche contro chi avremmo potuto vincere. E la cosa mi da’ fastidio. Perche’ arrivare ottave invece che seste da’ molto fastidio. E ti rimane un amaro in bocca che nemmeno un pacchetto intero di big bubble ti fa passare. Pero’ ti rimane la consapevolezza di poterli prendere quelli li’ davanti. E se ci rivediamo in Polonia a fine agosto li prendiamo davvero. E’ solo questione di esperienza. D’altronde questo e’ il nostro terzo match, dobbiamo imparare talmente tante cose… e ogni match race che facciamo impariamo qualcosa di nuovo.Questa volta ho imparato perche’ si deve dare il nastro sullo strozzatore della drizza spi all’albero.Ho imparato che gli umpires a volte vanno aiutati nelle loro decisioni aggiungendo effetti sonori degni di jurassic park.Ho imparato che tentare di stordire il nemico facendogli bere birra spesso ha effetti controproducenti (soprattutto se lui e’ tedesco e tu sei mezza astemia).Ho imparato a strambare con quello stupido tango appoggiato in coperta.Non vedo l’ora che arrivi il prossimo. San Benedetto 20 agosto